Rimborso IVA in Serbia: cosa può fare oggi un’azienda italiana

La Serbia rimborsa l’IVA (PDV) alle imprese estere solo se il loro Paese fa lo stesso con le imprese serbe. Nell’elenco dei Paesi con reciprocità pubblicato per le domande del 2026 l’Italia non c’è. Prima di preparare una domanda, quindi, conviene guardare le altre strade.

Lavoriamo con un avvocato socio della Camera di Commercio Italo-Serba (CCIS).

Domanda
entro il 30 giugno
Importo minimo
200 € in dinari
Italia nell’elenco
oggi no
Calcolatrice, forbici e fogli su una scrivania
Hotel, fiera, carburante: l’IVA serba pagata durante le trasferte è quella che più spesso si vorrebbe recuperare. Foto: maks_d, Unsplash

Chi ha diritto al rimborso (refakcija PDV)

La legge serba sull’IVA prevede il rimborso per le imprese estere che hanno pagato IVA serba su acquisti fatti in Serbia. Le condizioni devono ricorrere tutte insieme:

  • l’impresa ha sede in un Paese che concede lo stesso rimborso alle imprese serbe (reciprocità);
  • in Serbia non ha effettuato vendite o prestazioni soggette a IVA, salvo poche eccezioni (alcuni trasporti di merci esenti, operazioni in cui l’IVA la paga il cliente serbo);
  • l’IVA è indicata in fattura e la fattura è pagata;
  • l’acquisto darebbe diritto alla detrazione a un’impresa serba nella stessa situazione;
  • l’IVA chiesta supera 200 euro, calcolati in dinari al cambio medio della Banca nazionale di Serbia;
  • la domanda si presenta una volta l’anno, entro il 30 giugno, per gli acquisti dell’anno prima.

Serve un numero fiscale serbo (PIB). La domanda si presenta all’Amministrazione fiscale per via elettronica e i documenti devono essere in serbo. I moduli sono stati modificati nel 2026 (regolamento IVA, «Sl. glasnik RS» 71/2026): tempi e modulo aggiornati ve li confermiamo per iscritto quando c’è davvero una domanda da presentare.

L’elenco dei Paesi con reciprocità

Per le domande relative al 2025, da presentare entro il 30 giugno 2026, l’elenco riportato a gennaio 2026 comprendeva: Austria, Belgio, Bosnia ed Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Danimarca, Francia, Germania, Lussemburgo, Macedonia del Nord, Montenegro, Norvegia, Paesi Bassi, Regno Unito, Romania, Slovacchia, Slovenia, Svezia, Svizzera, Ungheria e, solo per trasporti, fiere e simili, la Turchia.

L’Italia non c’è. In pratica, oggi una società italiana senza registrazione IVA in Serbia non può chiedere il rimborso dell’IVA serba pagata su hotel, fiere o carburante. L’elenco ufficiale lo pubblica l’Amministrazione fiscale serba e può cambiare: lo ricontrolliamo prima di ogni scadenza.

Cosa potete fare comunque

1. Controllare se l’IVA serba era dovuta

Per la maggior parte dei servizi tra imprese, il luogo della prestazione è il Paese del committente. Un fornitore serbo che fattura consulenza, marketing o servizi informatici alla vostra società italiana di regola non deve applicare l’IVA serba. Se l’ha applicata, si chiede una fattura corretta: è più semplice di qualsiasi rimborso.

Le eccezioni principali sono nell’art. 12, comma 6: servizi legati a un immobile in Serbia, trasporto di persone, ingressi a fiere, congressi ed eventi culturali o sportivi, ristorazione, noleggio di mezzi di trasporto a breve termine. In questi casi l’IVA serba si applica normalmente, e in pratica lo stesso vale per hotel e alloggi.

2. Se in Serbia vendete o prestate servizi

Un’impresa estera che effettua in Serbia operazioni soggette a IVA deve nominare un rappresentante fiscale (poreski punomoćnik) e registrarsi ai fini IVA, qualunque sia il fatturato (art. 10a). Non serve se vende o presta servizi solo a soggetti IVA serbi, perché in quel caso l’imposta la versa il cliente. Una volta registrata, detrae l’IVA sugli acquisti nella dichiarazione periodica, come un’impresa serba. Ha senso quando l’attività in Serbia è continua, non per una fiera all’anno.

3. Se esportate merce in Serbia

L’IVA all’importazione la paga chi importa, e la detrae solo chi è registrato ai fini IVA in Serbia (art. 28). Se vendete con resa «reso sdoganato» (DDP) e risultate voi l’importatore senza essere registrati, quell’IVA rischia di restare un costo. Spesso la soluzione sta nel contratto e nella resa, da concordare con il vostro spedizioniere e con il commercialista.

4. Se avete già una società serba

Una d.o.o. serba registrata ai fini IVA detrae l’IVA sui propri acquisti. Gli acquisti fatti in Serbia per l’attività serba conviene farli fatturare a lei, non alla casa madre italiana.

Cosa non si rimborsa in nessun caso

  • IVA su fatture non pagate o senza IVA indicata.
  • IVA su acquisti che non darebbero diritto alla detrazione nemmeno a un’impresa serba.
  • IVA sul trasporto di persone tassato singolarmente alla frontiera.
  • IVA su operazioni in cui l’imposta la doveva pagare il cliente serbo.
  • IVA chiesta dopo il 30 giugno dell’anno successivo.

Come lavoriamo

  1. Ci scrivete, anche in italiano. Su WhatsApp, Viber o per email: bastano due righe sul caso. Vi rispondiamo per iscritto, in italiano, e la prima risposta non costa nulla.
  2. Se serve guardare le carte, analisi scritta a 120 €. Leggiamo i documenti e vi mandiamo per iscritto cosa si può fare, con tempi e rischi. Se poi ci affidate la pratica, i 120 € vengono scalati dal compenso.
  3. Preventivo e contratto prima di qualsiasi pagamento. Per questi servizi non c’è un prezzo fisso: vi scriviamo un preventivo dopo aver visto le fatture e cosa fa la vostra società in Serbia. Firmiamo un contratto d’incarico e vi mandiamo la fattura: si paga solo dopo, e solo con bonifico bancario.
  4. Tutto per iscritto. Non facciamo telefonate né videochiamate: ogni passaggio, ogni documento e ogni aggiornamento vi arriva per iscritto, così resta traccia.

I messaggi li legge il nostro avvocato, che esercita a Belgrado da 14 anni. Non promettiamo risultati: vi diciamo per iscritto cosa è realistico nel vostro caso.

Informazioni generali, non consulenza legale o fiscale sul vostro caso. Testo verificato sulle fonti indicate il 3 novembre 2026. La parte fiscale italiana resta del vostro commercialista, con cui ci scambiamo volentieri i documenti.

Fonti

Domande frequenti

La mia società ha pagato IVA serba su hotel e fiera. Posso recuperarla?

Oggi no, almeno con il rimborso previsto per le imprese estere: l’Italia non è nell’elenco dei Paesi con reciprocità. Vale però la pena di controllare se su alcune fatture l’IVA serba non era dovuta, e in quel caso chiedere al fornitore una fattura corretta.

Se l’Italia entra nell’elenco, entro quando devo fare la domanda?

Entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello degli acquisti, se l’IVA supera 200 euro. Per gli acquisti del 2026, quindi, entro il 30 giugno 2027. Le fatture devono essere pagate e conservate in originale.

Il fornitore serbo mi ha addebitato l’IVA su un servizio di consulenza. Era giusto?

Di regola no: per i servizi tra imprese il luogo della prestazione è il Paese del committente, quindi l’Italia. Ci sono eccezioni, per esempio servizi su immobili in Serbia o fiere. Mandateci la fattura e ve lo diciamo per iscritto.

Serve un numero fiscale serbo?

Per la domanda di rimborso sì, serve il PIB serbo. Per un’impresa estera che vende in Serbia a clienti non registrati ai fini IVA serve invece la registrazione tramite un rappresentante fiscale.

La nostra società serba può detrarre l’IVA?

Sì, se è registrata ai fini IVA: la detrae nella dichiarazione periodica sugli acquisti fatti per la propria attività. Non è un rimborso alla casa madre italiana.

Vi occupate anche della parte italiana?

No. Noi seguiamo la parte serba. La parte italiana la segue il vostro commercialista, e lavoriamo volentieri con lui per iscritto.

Raccontaci cosa hai in mente

Bastano poche righe. I messaggi li legge il nostro avvocato, e la prima risposta per iscritto è gratuita.

  1. Invii il modulo. Si apre WhatsApp con il messaggio già scritto. Il sito non salva nulla.
  2. Rispondiamo, di solito in giornata. Se manca qualcosa chiediamo cittadinanza, dove vivi e paghi le tasse oggi, di cosa si occupa l'attività e quando vuoi partire.
  3. Ricevi un piano scritto con tariffe fisse prima di iniziare. Se una banca difficilmente dirà di sì, o se la Serbia non fa per te, te lo diciamo subito.

Belgrado, lun–ven, 9:00–18:00 CET