Quattro casi, quattro conti
- Conto aziendale per la tua d.o.o. serba. Appena la società è iscritta serve un conto in dinari per imposte e pagamenti locali, e di solito un conto in euro per lavorare con l’Italia. Prepariamo la pratica subito dopo l’iscrizione, così puoi fatturare presto.
- Conto per non residenti per la tua società italiana. Una srl o una spa italiana può aprire un conto in una banca serba, con IBAN serbo, accanto alle banche che ha già. La banca esamina visura, statuto, soci e attività.
- Conto personale da non residente. Serve un passaporto valido e una spiegazione semplice di come userai il conto. Carta di debito e home banking sono compresi.
- Conto personale da residente. Con il permesso di soggiorno serbo diventi cliente residente e hai accesso a tutti i prodotti della banca.
Il «beli karton»: senza, il conto non si apre
Le banche serbe chiedono il «beli karton», la registrazione del tuo indirizzo in Serbia presso la polizia. Vale per il conto personale e per quello aziendale, per l’amministratore che va in banca. Se in Serbia non vivi ancora, il beli karton è compreso nel nostro ufficio virtuale a Belgrado: 480 € il primo anno, insieme alla sede legale della società.
Cosa chiede la banca
- Passaporto valido
- Per la società italiana: visura camerale, atto costitutivo e statuto, elenco di amministratori e titolari effettivi, con apostille e traduzione giurata in serbo
- Una descrizione chiara dell’attività: clienti, fornitori, volumi previsti
- Origine dei fondi e, se serve, del patrimonio
- Il beli karton
Come lavoriamo
- Prima una verifica. Guardiamo struttura e attività e ti diciamo onestamente quali banche sono realistiche per te.
- La pratica. Raccogliamo, traduciamo e mettiamo in ordine i documenti, e scriviamo un profilo dell’attività che l’ufficio compliance della banca possa seguire.
- L’appuntamento. Lo prenotiamo noi e veniamo con te. Di solito basta una visita del rappresentante legale.
- L’attivazione. Home banking, carte, primi bonifici internazionali, prima che riparti.
Ogni banca fa i propri controlli antiriciclaggio e decide da sola. Se vediamo un problema te lo diciamo prima, invece di farti pagare una domanda che probabilmente verrà respinta. Se una banca rifiuta, la domanda a un’altra banca non costa nulla in più.
Se resti residente fiscale in Italia
Un conto all’estero è del tutto legale, ma il fisco italiano vuole saperlo. Chi resta residente in Italia indica i conti esteri nel quadro RW della dichiarazione dei redditi e paga l’IVAFE, l’imposta sui conti e sulle attività finanziarie all’estero. Se invece ti trasferisci davvero in Serbia le regole cambiano: ne parliamo nella prima risposta e, se serve, con il tuo commercialista.
Informazioni generali, non consulenza fiscale o legale per il tuo caso specifico. Sull’apertura del conto decide sempre la banca. Aggiornato a ottobre 2026.