Restare più di tre mesi
Con il passaporto italiano entri in Serbia senza visto e puoi restare fino a 90 giorni ogni 180. Per vivere qui serve un permesso di soggiorno temporaneo, che si chiede in Serbia, di persona, e può durare fino a tre anni (Legge sugli stranieri, art. 44). Dopo tre anni continuativi si può chiedere il soggiorno permanente.
La legge non prevede un permesso «per pensionati». In pratica le strade sono due:
- Proprietà di una casa in Serbia. Chi possiede un appartamento o una casa d’abitazione in Serbia può chiedere il permesso su questa base (art. 54).
- Altri motivi giustificati. La legge prevede anche un permesso per «altri motivi giustificati» (art. 40). Se la sola pensione basti come motivo lo decide la polizia caso per caso: se non hai una casa né familiari qui, lo valutiamo per iscritto prima che tu parta.
In tutti e due i casi servono, tra l’altro, la prova dei mezzi per mantenerti (la pensione, con gli estratti) e la prova di un’assicurazione sanitaria per tutto il periodo (art. 43). Poi c’è la registrazione dell’indirizzo in polizia, il «beli karton».
Le tasse sulla pensione italiana
È la domanda più importante, e la risposta dipende dal tipo di pensione. Tra Italia e Serbia vale ancora la convenzione contro le doppie imposizioni firmata con la Jugoslavia a Belgrado il 24 febbraio 1982 (legge 974/1984). Per le pensioni conta l’articolo 18: le pensioni «per un precedente impiego» si tassano solo nel paese di residenza (comma 1); quelle pagate dallo Stato o da un ente locale, dal proprio bilancio o da un fondo speciale, solo nel paese che le paga (comma 2).
| Che tipo di pensione hai | Dove si tassa, secondo la convenzione |
|---|---|
| Pensione da lavoro nel settore privato (per esempio INPS da ex dipendente di un’azienda privata) | Di regola solo nel paese dove sei residente (art. 18, comma 1): se diventi residente in Serbia, l’Italia smette di applicare la ritenuta. Decide però l’INPS sulla tua domanda. Per le pensioni da lavoro autonomo (artigiani, commercianti, gestione separata) e per quelle di reversibilità l’inquadramento va verificato caso per caso, perché la convenzione parla di pensioni per un precedente impiego. |
| Pensione pubblica (ex dipendenti dello Stato, di comuni, regioni, scuola, forze armate: le ex gestioni INPDAP) | Solo in Italia. Fa eccezione chi è residente in Serbia e ha la cittadinanza serba: allora si tassa solo in Serbia. |
| Pensione integrativa, fondo pensione, rendita privata | Da verificare caso per caso, sia per la convenzione sia per la legge serba: l’esenzione serba di cui parliamo sotto riguarda solo le pensioni dell’assicurazione obbligatoria. |
E in Serbia quanto si paga?
La legge serba tassa i residenti sui redditi ovunque prodotti (art. 7). Le pensioni però non sono tra i redditi tassabili elencati all’art. 3, e l’art. 9, comma 1, punto 17 esenta le pensioni che derivano dall’assicurazione pensionistica e di invalidità obbligatoria. Il testo non distingue tra pensioni serbe ed estere, ma non abbiamo trovato un parere pubblicato del Ministero delle finanze serbo che lo dica espressamente per una pensione italiana. Per questo non te lo diamo come regola: lo verifichiamo per iscritto sul tuo caso prima che tu decida.
Per una pensione pubblica che resta tassata in Italia, la convenzione prevede che la Serbia la esenti (art. 23, comma 1).
Come evitare la ritenuta in Italia
L’INPS continua a trattenere l’IRPEF finché non gli dimostri di avere diritto alla convenzione. Di solito servono:
- il certificato di residenza fiscale rilasciato dall’Amministrazione fiscale serba, in originale (non vale l’autocertificazione);
- la prova della cancellazione dall’anagrafe del comune italiano e dell’iscrizione all’AIRE.
La domanda va alla sede INPS che paga la pensione: il modulo da usare e come presentarlo te lo conferma la sede o il patronato. L’INPS guarda soprattutto il requisito formale e, se ha dubbi, continua a trattenere. Per le imposte già trattenute il rimborso si chiede all’Agenzia delle Entrate, entro 48 mesi da ogni ritenuta (artt. 37 e 38 del DPR 602/1973). Qui un patronato o il tuo commercialista in Italia possono aiutarti. Il certificato serbo lo chiediamo noi per te.
Ricorda che la residenza fiscale italiana non si perde solo con l’AIRE: contano anche la casa, la famiglia e dove passi l’anno. Se metà anno lo passi ancora in Italia, parlane prima con il tuo commercialista.
Sanità
Tra Italia e Jugoslavia c’è anche una convenzione sulle assicurazioni sociali, firmata a Roma il 14 novembre 1957, che l’INPS applica anche alla Serbia (messaggio INPS 3726/2016). Il suo art. 11 prevede che il pensionato che vive nell’altro paese riceva le cure dall’ente del luogo di residenza, che poi si fa rimborsare dall’ente dell’altro paese. Con quali moduli e presso quale ufficio funziona oggi in pratica non siamo riusciti a confermarlo su fonti ufficiali: va chiesto alla ASL e all’INPS prima del trasferimento.
Per il permesso di soggiorno serve comunque la prova di un’assicurazione sanitaria. Molti pensionati stranieri aggiungono una polizza privata in Serbia: il prezzo dipende dall’età e dalla copertura, quindi conviene chiedere un preventivo scritto prima di presentare la domanda.
Costo della vita
Quanto costa vivere qui dipende soprattutto dalla città e dall’affitto, e tra Belgrado e il resto del paese la differenza si sente. Non ti diamo cifre a memoria. Prima di decidere ti consigliamo un mese di prova, in affitto, nella città che hai in mente.
Cosa facciamo noi
- Permesso di soggiorno temporaneo: 850 € a persona, tasse statali a parte.
- Certificato di residenza fiscale serbo per l’INPS: su preventivo, dopo una verifica.
- Controllo dell’appartamento prima dell’acquisto, se il permesso si basa sulla proprietà: su preventivo.
- Se vuoi prima un quadro scritto del tuo caso: analisi scritta 120 €, scalata dalla tariffa se procedi.
Informazioni generali, non consulenza fiscale per il tuo caso. Le regole fiscali italiane vanno confermate con il tuo commercialista o con un patronato. Aggiornato al 3 novembre 2026.
Fonti
- Convenzione tra Italia e Jugoslavia per evitare le doppie imposizioni sul reddito e sul patrimonio, Belgrado 24 febbraio 1982, ratificata con legge 18 dicembre 1984, n. 974; testo serbo degli artt. 18 (pensioni) e 23 (metodo per evitare la doppia imposizione) su paragraf.rs («Sl. list SFRJ – Međunarodni ugovori» 2/83)
- Applicazione della convenzione a Serbia, Montenegro e Bosnia ed Erzegovina, procedura INPS e rimborsi: campini.net, convenzione paesi dell’ex Jugoslavia
- Documenti per l’INPS (certificato di residenza fiscale estero in originale, AIRE): PensioniOggi, con rinvio al messaggio INPS 3830/2017
- Convenzione italo-jugoslava sulle assicurazioni sociali, Roma 14 novembre 1957, art. 11 (prestazioni sanitarie ai pensionati): testo pubblicato dal Fondo pensioni serbo (PIO); scheda INPS; messaggio INPS 19 settembre 2016, n. 3726 (Stati dell’ex Jugoslavia, tra cui la Serbia)
- Rimborso delle ritenute: DPR 29 settembre 1973, n. 602, artt. 37 e 38 (termine di 48 mesi)
- Legge serba sull’imposta sul reddito delle persone fisiche (Zakon o porezu na dohodak građana), testo consolidato fino a Gazzetta ufficiale 80/2026: artt. 2, 3, 7 e 9, comma 1, punto 17 (paragraf.rs)
- Legge serba sugli stranieri (Zakon o strancima), Gazzetta ufficiale 62/2023: artt. 40, 43, 44 e 54 (paragraf.rs)